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Nel 1982 Radio Stereo Carnia dedicò a Sutrio un'intera puntata del programma "La Carnia", condotto da Luciano Romano e Jole De Crignis con la regia di Cesare Gobbo. Quello che ne uscì è il ritratto di un paese che lavora: 1.530 abitanti, quaranta aziende del mobile, una banda con le radici nell'Ottocento, uno Zoncolan ancora in costruzione e un assessore alla cultura che racconta di affreschi trecenteschi di cui nessuno sa niente.


Il paese del mobile

Romano arrivò dalla statale che sale verso il Passo di Monte Croce Carnico.

"Un paese pieno di capannoni piccoli, grandi, di medie dimensioni con tante insegne che dimostrano che siamo nel centro del mobile, a Sutrio. Adagiato su un dolce pendio, presenta l'aspetto del paese attivo che lavora." — Luciano Romano

Una filastrocca in carnico accompagnava la puntata:

Sudri a jè considerade une piçula Milan,
dapardut fabriches, ogni cjase un artigjan.
Da simpri a Sudri a jè esistude l'art di lavorâ il len,
cun tecnica, creativitât e tant ingegn.
Duç chei ch'a passin si fermin un moment,
par visitâ la mostre dal mobil parmanent.

Traduzione: Sutrio è considerata una piccola Milano, dappertutto fabbriche, ogni casa un artigiano. Da sempre a Sutrio è esistita l'arte di lavorare il legno, con tecnica, creatività e tanto ingegno. Tutti quelli che passano si fermano un momento, per visitare la mostra del mobile permanente.

Bruno Di Qual aveva 37 anni, faceva l'artigiano mobiliere con due soci e disegnava arredi con gli architetti. Era anche assessore alla ricostruzione, all'industria e all'artigianato. Quaranta aziende, duecentoquarantotto addetti. Sutrio era il secondo comune della Carnia per minor calo di popolazione.

"Questo confortante dato è dovuto esplicitamente alla presenza degli artigiani e dei piccoli industriali e commercianti che operano qui nel nostro comune." — Bruno Di Qual

Di Qual chiese con insistenza il riconoscimento della zona artigianale, le stesse agevolazioni che avevano Tolmezzo e Villa Santina.

"Altrimenti porteremo via quei pochi ancora volenterosi che avranno un'intenzione di continuare a lottare per poter mantenere i posti lavoro nel nostro territorio." — Bruno Di Qual

Tra le aziende del paese c'era la SAMS di Enzo Straulino, la Società Artigiana Mobili Sutrio, che esportava mobili rustici in Germania. Angelo Nodale, ex sindaco per dieci anni e insegnante di matematica, aveva un modo più semplice per dire la stessa cosa: Sutrio era "la Milano della Carnia".


Trasmissione La Carnia: Sutrio (Parte 1), Radio Stereo Carnia, 1982

Lo Zoncolan che divide

Enzo Straulino aveva 46 anni, faceva il mobiliere e presiedeva lo Sci Club Monte Zoncolan. Aveva fondato il club e avviato centinaia di ragazzi allo sci. Lo Zoncolan era in fase di realizzazione, e il paese ci aveva messo tutto.

Il sindaco Pier Giacomo Pittino, 49 anni, in carica da sedici mesi:

"Noi abbiamo la fortuna di avere lo Zoncolan alle nostre spalle. Però è bene evidenziare lo sforzo della comunità di Sutrio. La comunità era impreparata, successivamente ci ha messo tutta la buona volontà, però con limitatezza di fondi, ha creato qualcosa e il tutto si è un momentino inceppato. Noi abbiamo trascurato il fondovalle per dedicarci esclusivamente allo Zoncolan." — Pier Giacomo Pittino, sindaco di Sutrio

Tutto il bilancio era andato su per la montagna. A valle mancavano le fognature, le strade, le infrastrutture per il turismo. La zona artigianale non era riconosciuta. La palestra era una richiesta ferma da tre anni.

Sergio Straulino, 32 anni, mobiliere anche lui, presiedeva la AS Mobilieri Calcio e faceva l'assessore allo sport. Ventisei tesserati nella squadra maggiore, tutti di Sutrio, non un giocatore che venisse da fuori. E un vivaio di quarantacinque ragazzi:

"Le nostre squadre minori in questa annata ci hanno dato diverse soddisfazioni: abbiamo vinto il campionato esordienti, siamo primi negli allievi." — Sergio Straulino

La banda che resiste

Le istituzioni a Sutrio fiorivano a tutti i livelli, disse Angelo Nodale. Quella di cui parlò più a lungo era la banda.

"A Sutrio esistevano filarmoniche e bande ancora verso la metà dell'Ottocento. È un'istituzione che ha le sue radici secolari." — Angelo Nodale

Le origini risalgono al 1886, quando a Sutrio fiorirono tre società filarmoniche: una nel capoluogo, una a Priola, una a Noiaris. A inizio Novecento si fusero in un unico corpo bandistico. Il maestro Angelo Prenna lo diresse dal 1957 per quasi trent'anni, fino alla morte nel 1986. Quaranta componenti, Cavaliere al merito della Repubblica.


Ieri alla patria, oggi all'umanità

Il Cavaliere Egidio Selenati aveva 43 anni e faceva il direttore tecnico di cantiere. Presiedeva il gruppo ANA di Sutrio e l'associazione carnica donatori di sangue.

Novantadue alpini iscritti, gruppo fondato nel 1930 dal sergente maggiore Emilio Giobatta detto "Galo", gestore di un'osteria e animatore del paese. Il gruppo si fermò durante la guerra, fu ricostituito nel 1964 dal cavalier Attilio Straulino, ex sindaco. Selenati ne prese le redini qualche anno dopo. Cinquantenario celebrato il 17 agosto 1980. Età media del gruppo: trentacinque anni.

Selenati era anche presidente dei donatori di sangue, cinquantadue iscritti. Chiuse la sua intervista con due frasi:

"Il sangue che l'uomo dona non ha frontiera, non ha colore per il bene di tutta l'umanità." — Egidio Selenati
"Ieri alla patria, oggi all'umanità. Non ho altro da aggiungere. Riflettere su queste motivazioni è sufficiente." — Egidio Selenati

Gli affreschi che nessuno conosce

Domenico Molfetta aveva 44 anni, faceva il maestro elementare ed era assessore alla cultura della Comunità Montana della Carnia. A Sutrio sedeva in consiglio comunale dalla minoranza.

"Ci sono dei beni culturali che sono vere opere d'arte di artisti famosissimi quali forse nessun paese della Carnia può vantare. Mi riferisco alla piccola frazione di Noiaris. Ha una piccola chiesetta che ha degli affreschi meravigliosi. Sono cose meravigliose. Nessuno li conosce." — Domenico Molfetta

Affreschi trecenteschi nella chiesa di Sant'Orsola a Noiaris: un ciclo sulla vita di Sant'Orsola e scene della Natività. Altari di De Agostini e di Eugenio Manzani nella chiesa di Ognissanti. Affreschi del Novelli e pale del Grassi nella chiesa di Sutrio. Mulini, segherie, officine antiche che nessuno si era mai sognato di salvare.

Molfetta raccontò anche la storia delle frazioni. Noiaris e Priola sono più antiche di Sutrio: godevano di privilegi patriarcali prima del Mille, riconfermati nel 1176 da Alessandro III, nel 1208 da Ottone IV, nel 1275 dal patriarca Raimondo. Sul Colle di Ognissanti, resti romani: forse il tempio di Giunone Sospita.

"Se oggi sono assessore alla cultura lo devo alla maggioranza e io sono in minoranza: ha apprezzato in me non l'uomo politico ma l'uomo che si interessa di queste cose." — Domenico Molfetta

"Sapersi mantenere paese"

Romano chiuse la puntata guardandosi indietro:

"Lasciamo il paese di Sutrio e le sue graziose frazioni di Noiaris e Priola che dall'alto quasi con aria di sufficienza guardano il capoluogo, sovrastato dai boschi in mezzo ai quali c'è la comoda strada di accesso allo Zoncolan." — Luciano Romano
"Quello che colpisce di più è l'atmosfera che caratterizza la vita di questo comune: è un'atmosfera di attivismo solerte e cosciente del valore del lavoro che in ogni casa quasi si svolge. Anche qui sono state registrate lamentele, ma appaiono mitigate da una realtà consolante: che la popolazione locale ha la grossa possibilità di trovare lavoro in loco. Ci sono sì degli emigranti, ma nessuno si allontana dal paese natio con l'intera famiglia, il che dimostra che esiste la speranza di poter definitivamente rientrare." — Luciano Romano
"Sutrio l'han definita la Milano della Carnia ma la sua gente e la sua vita hanno avuto la grossa fortuna di sapersi mantenere paese, con i limiti che questo impone, ma con la carica umana, i valori e la semplicità che continua a conservare." — Luciano Romano

Trasmissione La Carnia: Sutrio (Parte 2), Radio Stereo Carnia, 1982

Sutrio e lo Zoncolan oggi

Lo Zoncolan di cui parlavano Pittino e Straulino è diventato il principale polo sciistico della Carnia. Da Sutrio si sale al comprensorio attraverso la strada che porta alla stazione dello Zoncolan, la stessa che Straulino percorreva con i ragazzi dello Sci Club. La montagna è diventata celebre in tutto il mondo anche per il ciclismo: la salita dal versante di Ovaro è considerata tra le più dure del Giro d'Italia.

Sutrio è oggi conosciuta in tutta Italia come borgo del legno e dei presepi. Ogni anno dal 6 dicembre al 6 gennaio la rassegna "Borghi e Presepi" trasforma il paese in una natività a cielo aperto: decine di presepi artigianali in legno esposti nei cortili, sotto i portici, lungo le vie lastricate. Nel 2022 il presepe di Sutrio è stato esposto in Piazza San Pietro a Roma.

Il Presepio di Teno: un capolavoro meccanico costruito in trent'anni di lavoro dal maestro artigiano Gaudenzio "Teno" Straulino (1905-1988). Ingranaggi nascosti muovono figure, acqua, luce. Riproduce in miniatura la vita e i mestieri della Carnia di un tempo. È aperto tutto l'anno.

La SAMS, l'azienda fondata da Enzo Straulino nel 1960, è ancora attiva con nove dipendenti. La banda musicale fondata nel 1886 suona ancora, intitolata al maestro Aristide Selenati. L'Albergo Diffuso Borgo Soandri ha ricavato alloggi dalle antiche case del centro storico. Sutrio fa parte dei Borghi Autentici d'Italia.


Il libro di un Alpino di Sutrio

Savino Quaglia, l'alpino che si rivolse a Radio Stereo Carnia con i suoi appunti sulla Campagna di Russia, era di Sutrio. La sua storia è raccontata nella pagina dedicata al libro Dalla Carnia al Don.